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Rassegna stampa 01w

Facebook è la nuova frontiera degli incontri tra umanoidi, spesso beceri, talvolta pregnanti, come nel mio caso con Nunzio Puglisi, titolare di questa splendida realtà etnea. Unità di intenti e similar vedute sul mondo del vino me lo fanno apprezzare e stimare da subito.
Un giorno però mi coglie di sorpresa e mi fa “Le posso spedire i miei vini?” (in Sicilia il lei è obbligatorio, il tu è una conquista lenta) “ne sono onorato” gli rispondo. E così arrivano le sue creature la cui vista rinfranca e non poco. L’apparizione di un Pinot Nero, un etna doc ed un Traminer aromatico con vigne a 1100 metri, ti cambia la giornata e la prospettiva! E’ una persona di grandissimo spessore Nunzio, e uno dei pochi che di vino “può parlare!”. Competenza ai massimi livelli passione ancora di più se possibile, una vita fatta di dedizione al lavoro con enormi sacrifici; ora,però, sembrano aprirsi orizzonti bellissimi. E così inizia a raccontarmi “La mia passione per la viticoltura inizia da piccolo, inizialmente per “obbligo”verso la famiglia, successivamente, una volta intrapreso l’indirizzo scolastico in agraria, per passione.
La mia passione vera e propria ha inizio nei primi degli anni 80, per quanto concerne la parte viticola, (selezioni massale, scelta di portainnesti mirati, cimature, scelta di tipologie di lavorazioni, tipologie di potature ecc). Tanto restava la curiosità di nuove tecniche di fermentazione a lunga macerazione ancora non adottate anche se il tempo non bastava mai in quanto il lavoro in vigne non veniva mai a mancare. La mia fortuna è stata di collaborare come tecnico, in quegli anni, presso una delle più prestigiose cantine dell’Etna dell’epoca. Nel Dicembre del 2012, spinto dalle mie figlie, iniziai a concretizzare una attività agricola avente come scopo iniziale quello di vinificare le mie uve e imbottigliare il vino che veniva prodotto. Nel Marzo del 2013, la prima bottiglia di Etna rosso Doc (nerello mascalese) annata 2009, solo magnum, e 2010.Sempre per amore delle mie figlie, e per mia volontà e forza, sono andato avanti con le vinificazioni delle mie uve completando la gamma da pochi giorni con il traminer aromatico e un pinot nero.
Tornando al discorso viticolo, posseggo di mia proprietà circa 3 ettari di terreno (dislocati in piccoli appezzamenti, dove coltivo del Pinot nero, per circa mezzo ettaro, traminer aromatico per 8000 metri, del nerello mascalese per quasi un ettaro. In piccole quantità ho dello chardonnay, merlot e del moscato dove ho

iniziato con delle vendemmie tardive e con i quali prossimamente produrrò del passito.
Le mie tecniche…La mia passione è la viticoltura. Sono un appassionato di Potature e di tutte le “reazioni” delle piante a seguito delle attenzioni che pongo a loro. L’enologia è venuta dopo, non è la mia materia, mi è servita per capire le “potenzialità di quelle uve legate a quell’annata, a quel terreno ecc.
A me il vino piace produrlo in vigna. Tutti i miei lavori sono frutto di passione e di esperienza maturata nei vari anni. Mi è capitato di “salvare il salvabile” ma sempre cercando di limitare i danni.
Giusto per farle un esempio, il mio vigneto di traminer ha un sesto di impianto di mt 1,4 tra le file e 0,8 tra i ceppi. Una altezza massima della chioma di mt 1,5 con una impalcatura a 40 cm dal terreno. Non le descrivo il mal di schiena per affrontare i lavori nei vari passaggi ma, la qualità nasce anche e soprattutto da questi accorgimenti.
Il carricante.. Lo reputo un vitigno molto interessante anche se predilige terreni strutturati, potature corte, nonostante bianco, e zone dominanti e ventilate.
Ho avuto il piacere di conoscere i vigneti secolari di zona Milo in C.da Caselle. Ho avuto l’onore di conoscere i vecchi vignaioli tra i quali una donna ai tempi già ultra ottant’enne. Una vera e propria icona della viticoltura del posto, una maestra nel condurre il vigneto che per il 95 % era costituito da carricante allevato esclusivamente ad alberello. Tutto veniva programmato ed i lavori venivano eseguiti sotto l’influenza della fase lunaria. I “sistemici” non esistevano, mi ricordo usava solo dello zolfo e in annate poco clementi, qualche trattamento di poltiglia bordolese.
Le uve prodotte erano quasi sempre “sane”, i grappoli “dorati” davano vini molto fruttati, strutturati, minerali di un colore giallo paglierino che miglioravano negli anni.”

I vini rossi di Enò-Trio sono ancora acerbi, il Pinot Nero è molto interessante ma abbisogna di tempo per distendersi, il Nerello è anch’esso molto interessante e con una forza dirompente a tratti entusiasmante. Il Traminer Aromatico è al momento il gioiello di casa, vino di grandissima tempra di cui è facile innamorarsi al primo impatto.
Le vigne di Nunzio sono oltre che belle, emozionanti!
Per un appassionato come me non c’è cosa più bella che poter raccontare di una nuova cantina dall’intenso impatto emozionale e dalle enormi potenzialità, e vorrei rifuggure dai soliti luoghi comuni “diventerà una grande cantina e bla bla”. Enò Trio lo è già una grande cantina perchè ha un condottiero di cui tutti possiamo fidarci, che con mano sapiente ed esperta come pochi, sa qual’è la strada che conduce all’eccellenza e a me…tanto basta.